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IL DANNEGGIAMENTO DEL FOTOPOLIMERO GENERA FRUSTRAZIONE

Pubblicato da Silvano Tamai il 15/10/2020 - Reading time: 2 minutes
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danneggiamento fotopolimero

Ti aiutiamo a superare le criticità più complesse: come evitare la rottura dei cliché nella stampa flessografica

Ti è mai capitato di danneggiare il fotopolimero rimuovendolo dal cilindro? Lo smontaggio del cliché spesso genera frustrazione, anche quando non si arriva alla rottura della matrice. I responsabili di stampa affrontano quotidianamente complesse criticità: allungamento dei tempi di produzione, difficoltà di rimozione del cliché, incremento dei costi dovuto allo spreco di materiale, con un conseguente impatto anche per l’ambiente.

Siamo tutti d’accordo, quindi, che il danneggiamento del fotopolimero è una condizione da evitare il più possibile, ma in che modo il nastro adesivo risulta particolarmente strategico?

Prima di tutto, è fondamentale sottolineare che i sistemi adesivi non sono tutti uguali. Parametri di stampa, procedure e materiali utilizzati hanno un impatto sulla scelta e sulle performance del nastro adesivo. Affidarsi ad una soluzione sbagliata può portare a complesse problematiche in fase di smontaggio dei cliché o, nel peggiore dei casi, alla rottura del fotopolimero.

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Un sistema adesivo per montaggio cliché efficace si riconosce dal fatto che il fissaggio risulta ben saldo durante la fase di inchiostrazione e la rimozione estremamente facile e pulita, che non richiede, quindi, alcuna forzatura. La chiave è scegliere una soluzione specifica per i parametri di stampa, con un riguardo particolare all’usura dei cilindri, alla tipologia di inchiostro impiegato e ai processi di pulitura del cliché. A questo proposito, è fondamentale sapere che i residui di inchiostro possono compromettere il processo di smontaggio dei cliché. Perché? Quando si utilizza una macchina automatica per il lavaggio dei cliché, è frequente il rilascio di inchiostro da stampa a base di nitrocellulosa sul retro del fotopolimero. Durante il processo di pulizia, le lastre flessografiche vengono contaminante da una miscela di inchiostro NC e di solvente di pulitura. Perfino lo strato più sottile di inchiostro, quindi, potrebbe danneggiare i cliché. Test interni di laboratorio confermano che, più è sottile lo strato di inchiostro, più risulta compromessa la capacità di smontaggio del cliché.

Anche i fotopolimeri che sembrano perfettamente puliti, quindi, possono nascondere dei residui di inchiostro che si noteranno solo al momento della rimozione della lastra dal cilindro.

“Anche se il cliché sembra perfettamente pulito, può essere contaminato da residui di inchiostro a base di nitrocellulosa che compromettono lo smontaggio della lastra o ne causano addirittura il danneggiamento. La soluzione adesiva più adatta e un metodo di pulizia efficiente giocano un ruolo chiave per il superamento di queste complesse criticità.” STEFFEN KOSLOWSKI Product Developer di tesa

Aggiungere uno step manuale di pulitura, dopo il lavaggio automatico, potrebbe essere una valida alternativa per migliorare i risultati di pulizia, ma non altrettanto ottimale per le tempistiche delle operazioni.

Qual è la soluzione che permette di superare qualunque criticità?

Senza dubbio, l’applicazione di nastri biadesivi dotati di un’eccellente resistenza all'inchiostro prevengono al massimo il danneggiamento dei cliché durante la fase di smontaggio.

Sia che tu preferisca un processo di pulitura manuale o automatico, la gamma di nastri Softprint® TP si rivela perfetta per il processo di pulizia automatica dei cliché. La sua caratteristica adesiva resiste all'inchiostro e supera le criticità causate dal lavaggio con le macchine automatiche. Con l’utilizzo di tesa Softprint® TP non è necessario prevedere ulteriori fasi di pulitura. I vantaggi sono chiari: operazioni più efficienti, maggior durabilità dei cliché e una riduzione dei costi.

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